“CASA DOLCE CASA”
Quanto ci è cara la nostra abitazione? Per tutti la risposta sarà “Molto”, ma siamo sicuri di prenderci buona cura di essa? Stando ai dati del 2019 di ANIA, solo il 46% delle abitazioni risulta assicurato e, un’assicurazione su quattro risulta essere stipulata poiché richiesta per l’erogazione del mutuo.
Ma sappiamo dare il giusto peso al rischio Incendio?
La scarsa propensione all’acquisto di una copertura per la casa è attribuibile principalmente al basso rischio percepito dalle persone per alcune eventualità, come ad esempio l’incendio.
Dando un’occhiata alle statistiche ISTAT, la paura maggiore per gli italiani si focalizza nel rischio di furto a discapito dell’incendio, quando in verità, statistiche alla mano, la proporzione tra probabilità di incendio e danno medio causato dal fuoco sono maggiori rispetto a quelle del furto in casa.
Cosa dicono i dati sugli incendi
Nel 2021, i Vigili del Fuoco hanno effettuato circa 39.652 interventi per incendi alle case. In circostanze simili, le spese da sostenere per la casa potrebbero essere onerose ma soprattutto evitabili con l’acquisto di una polizza casa.
Basti pensare al costo medio di ricostruzione al m3 che può arrivare anche a 500€ a seconda del tipo e della durata dell’incendio.
Nel calcolo sopra citato non bisogna scordarsi che, in caso di incendio, i danni non si riversano solo sulla nostra abitazione ma, spesso e volentieri, coinvolgono gli altri appartamenti e il caseggiato (danni da fumo, incendio piani e appartamenti limitrofi) e in questo caso dovremmo provvedere di tasca nostra a rimborso.
Un altro fattore che gioca a sfavore dell’acquisto della polizza è che viene percepita come dispendiosa quando in realtà esistono soluzioni alla portata di tutti e su misura dell’abitazione.
E tu come proteggi la tua casa?
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Fonti: articoli pubblicati dall’ANIA e dall’annuario ufficiale dei Vigili del Fuoco
In Italia, secondo Ania, 8 italiani su 10 sono proprietari di un’immobile, ma meno della metà di essi hanno un’assicurazione per proteggere il loro bene.
Sappiamo tutti che la casa è fonte di gioia e bei ricordi ma, è altresì fonte di “dolore” quando dobbiamo occuparci dei lavori di manutenzione o degli imprevisti che ogni tot si presentano.
Ma come ci possiamo preparare per questi imprevisti?
Come possiamo proteggerci?
Non esiste una formula segreta o qualche trucco speciale per azzerare la possibilità di un imprevisto, ma di certo è possibile cercare di minimizzare la possibilità di “incidenti” o almeno tutelare il nostro conto in banca per i danni che il nostro immobile potrebbe “provocare” a se stesso e agli immobili circostanti.
Da buoni assicuratori il primo consiglio è quello di stipulare un’assicurazione a tutela dell’abitazione ma molti si chiedono: Quanto costa? Mi copre se succede qualcosa?
Di seguito ti mostriamo un esempio di sinistro accaduto a un nostro assicurato.
IL FATTO
Il signor Marco, nostro assicurato reale, mentre è in vacanza viene contattato dall’amministratore di casa perché all’altezza del suo appartamento si è staccata parte della facciata che è caduta su delle auto in sosta.
IL DANNO
L’assicurato, rientrato a casa insieme al perito, scopre che il suo impianto idraulico ha avuto una perdita causando:
– danno alla facciata;
– danno alle auto;
– danno all’appartamento sottostante;
TOTALE 36.000 €
RIPRISTINO DEL DANNO
Il proprietario dell’abitazione ha in vigore un’assicurazione pagata 200 € annui e, grazie ad essa, non ha sborsato 1 € per il ripristino dei danni provocati.
Una volta analizzata e letta la situazione del nostro cliente vi chiediamo:
Voi avreste 36 000 € per far fronte al rimborso dei danni?
Questa domanda può permetterci di ragionare e pensare all’assicurazione non come una spesa da sostenere tutti gli anni ma come un investimento che in caso di “incidente” ti permetta di avere “un assegno” pronto a sostenere le spese per i danni causati.
Un Rapido Calcolo
Il nostro assicurato ha ricevuto 36 000 € a fronte di 200€ pagati. Quale investimento bancario azionario o altro per la cifra spesa vi offre un ritorno del genere?
NESSUNO, il nostro obiettivo non è quello di spaventare i potenziali assicurati ma quello di proporgli una visione diversa delle assicurazioni basata sull’ottica del vivere sereni e che qualunque cosa succeda si è tutelati.
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L’assicurazione temporanea Caso morte, più comunemente conosciuta con la sigla TCM, è una polizza che per un tempo limitato offre una copertura per il rischio morte.
La TCM garantisce una protezione per tutta la durata del contratto, offrendo un capitale prestabilito in caso di premorienza dell’assicurato.
Lo scopo di questo contratto assicurativo è di proteggere economicamente i propri cari dall’improvvisa mancanza di un reddito all’interno del nucleo familiare. Questo strumento viene spesso usato quando si ha un importante finanziamento in atto (mutuo), o quando il reddito familiare dipende in larga parte da una sola persona del nucleo familiare.
Ma vediamo quali vantaggi può dare in un caso pratico.
Esempio:
Il signor Mario compra una casa dal valore di 100.000 € chiedendo un prestito alla Banca per l’intero ammontare. Un anno dopo la sottoscrizione del mutuo, il signor Mario viene a mancare a causa di un’incidente stradale. Cosa accade alla casa?
CON ASSICURAZIONE TCM
Gli eredi ricevono la casa del signor Mario senza dover versare l’importo mancante del mutuo alla banca poiché sarà l’assicurazione a pagare la somma restante del finanziamento alla Banca.
SENZA ASSICURAZIONE TCM
Gli eredi ricevono la casa del Signor Mario ma dovranno accollarsi la parte del Mutuo rimanente diventando loro i nuovi debitori verso la banca per l’importo rimanente.
Funzionamento
Il funzionamento dell’assicurazione TCM è molto semplice poiché permette all’assicurato di scegliere il capitale da dover lasciare agli eredi in caso di prematura Morte e in funzione dell’importo scelto corrispondere un premio assicurativo. A differenza delle polizze Vita standard la polizza TCM corrisponde il capitale scelto ai/al beneficiario, solamente se nel periodo assicurativo avviene il decesso dell’assicurato. Se ciò non avviene nel periodo stabilito, nulla è dovuto dal’assicurazione.
Non c’è un obbligo istituzionale di stipula di una polizza TCM ma, in molti casi, viene caldamente consigliata. Non abbiamo chiarito tutti i tuoi dubbi o hai delle domande specifiche sull’argomento?
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My Life, My Family, My Insurer
Quanto è difficile leggere una scheda di polizza? Molto direbbero non molto ma ne siamo sicuri? Quanti di voi conoscono “l’assicuratese”? Sapreste darmi una definizione di scoperto? Scopriamo insieme cosa è.
Cos’è lo scoperto?
È la parte di risarcimento che l’Assicurato non ottiene dall’Assicurazione ed è quindi a suo carico, esprimibile in percentuale o in cifra. Si stabilisce sulla base dell’entità del danno e proprio per questo motivo non se ne conosce dall’inizio il valore esatto.
Definizione “da manuale”? Proviamo con un esempio a spiegarci meglio
Supponiamo di acquistare una polizza incendio, con un capitale pari a 100.000 euro ed uno scoperto del 10%. A seguito di un incendio subiamo un danno pari a 15.000 euro. L’assicurazione è tenuta a risarcire non i 15 mila euro di danno ma bensì 15.000 meno il 10% del danno ossia 13.500 €.
Ma come sappiamo se all’interno della nostra polizza sono presenti scoperti?
Al momento dell’acquisto, bisogna leggere bene tutta la documentazione allegata e, se necessario, rivolgersi alla propria agenzia di fiducia.
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Siamo davvero sicuri di comprendere ciò che è indicato nelle nostre polizze senza l’aiuto della nostra agenzia di fiducia? Siamo abbastanza padroni del glossario assicurativo
Sapevate che esistono due tipi di franchigia? Franchigia assoluta e relativa? e oggi analizzeremo la seconda.
La franchigia relativa
La franchigia relativa, espressa normalmente in termini percentuali o in cifre, rappresenta la soglia minima per cui l’Assicurazione risarcisce o indennizza il danno all’Assicurato, al di sotto di essa non si percepisce alcun risarcimento ma al di sopra il risarcimento è pieno. La soglia è calcolata sul capitale/massimale. In questo modo sin dall’inizio se ne conosce il valore.
Non è chiaro? Facciamo un esempio
Con una franchigia di 1.000 euro e un danno di 400 euro, il risarcimento sarà interamente a carico dell’assicurato. Invece, nel caso in cui ci fosse un danno da 1.500 euro con una franchigia di 1.000 euro, il risarcimento sarebbe interamente a carico dell’assicurazione.
Come sappiamo se all’interno della nostra polizza sono presenti franchigie?
Al momento dell’acquisto, bisogna leggere bene tutta la documentazione allegata e, se necessario, rivolgersi alla propria agenzia di fiducia.
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State acquistando una polizza e leggendo la scheda di polizza leggete che all’interno della stessa scoprite che sono presenti delle franchigie.
Ma cosa è la franchigia? Prima di darne una definizione è necessario effettuare una distinzione tra franchigia assoluta e franchigia relativa. Oggi ci occuperemo della franchigia assoluta.
LA FRANCHIGIA ASSOLUTA
La franchigia assoluta, espressa normalmente in termini percentuali o in cifre, rappresenta la soglia minima per cui l’Assicurazione risarcisce o indennizza il danno all’Assicurato, al di sotto di essa non si percepisce alcun risarcimento. La soglia è stabilita sul capitale/massimale.
Come funziona il meccanismo della franchigia assoluta?
Supponiamo che l’Assicurato abbia stipulato una polizza infortuni con un massimale di invalidità permanente pari a 100.000 euro con una franchigia del 3%. Successivamente subisce un danno pari al 30% di invalidità permanente (30.000 euro) ma il suo risarcimento sarà pari al 27% (27.000) poiché si sottrae il 3% della franchigia (3.000 euro).
Mentre per i danni che vanno, nel nostro caso, dall’1% al 3% non viene erogato nessun risarcimento.
La franchigia assoluta viene solitamente sottratta dal risarcimento a meno che non si superino certe soglie indicate nella polizza.
Ma come sappiamo se all’interno della nostra polizza sono presenti franchigie?
Al momento dell’acquisto, bisogna leggere bene tutta la documentazione allegata e, se necessario, rivolgersi alla propria agenzia di fiducia.
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Sappiamo tutti bene che l’assicurazione più diffusa in Italia è la RCA (acronimo di Responsabilità Civile Auto) e se si parla di RCA, non si può non parlare di attestato di rischio.
Ma Cos’è l’attestato di rischio?
È un documento che traccia la storia assicurativa negli ultimi cinque anni di un veicolo.
Cosa troviamo al suo interno?
Dov’è possibile consultarlo?
Dal 1° luglio 2015 è disponibile online sul sito della propria compagnia assicurativa, in un’area riservata dove l’assicurato può consultarlo in qualsiasi momento oppure tramite altre modalità (posta elettronica, app per dispositivi mobili e social network oppure, in assenza di mezzi elettronici, come copia cartacea nella propria agenzia).
In caso cambiassimo compagnia dobbiamo portare l’attestato di rischio?
Non è necessario inviare l’attestato alla nuova compagnia, poiché la stessa è tenuta ad acquisire il documento telematico prima di emettere una nuova polizza RC auto.
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Assicurazione sì o Assicurazione no?
In Italia si contano 4,35 milioni piccole e medie imprese, suddivise tra tutti i settori. Rappresentano il 99,3% delle imprese in attività in Italia, costituendo il vero tessuto economico del nostro Paese.
Quante di queste sono assicurate? Solo il 62%!
Al termine di uno studio condotto da CRIF, IIA – Italian Insurtech Association e Nomisma, 1 milione e 653 mila di PMI (ovvero il 38% del totale sulla base del campione analizzato) non dispone di una copertura assicurativa.
Avete mai visto un’assicurazione viaggi con una garanzia che vi risarcisca per danni provocati dalla malasorte? Ovviamente no; tuttavia, il viaggiatore Ulisse avrebbe usufruito volentieri delle garanzie della polizza viaggi per avere cure mediche, denaro e rimborso per perdita dei suoi “bagagli” e chissà, magari recuperando i documenti identificativi, Polifemo avrebbe avuto un occhio di riguardo 👁️. Qui di seguito abbiamo elencato alcune delle più importanti garanzie presenti nella polizza viaggi: rimborso delle spese di cura, perdita del bagaglio, assistenza al patrimonio.
Siete pronti per partire? Le ferie sono arrivate e finalmente è l’ora di godersi il tanto agognato viaggio che progettiamo da anni, la meta è il paese dove tutti i sogni possono realizzarsi: l’America.
Sarà che siamo cresciuti guardando i film con i grattacieli di New York o le slot di Las Vegas ma ognuno di noi nel proprio animo almeno una volta ha sognato di trovarsi in mezzo alla Quinta strada a mangiarsi un buon Hot Dog da un baracchino… Ma durante il viaggio di punto in bianco uno strano mal di pancia, qualche fitta allo stomaco ci colgono all’improvviso e per star sereni decidiamo di farci visitare da un dottore ma…. Ops il sogno è già finito! Siamo in America qui la Sanità non è “gratuita” e, se vogliamo degli accertamenti diagnostici, bisogna essere assicurati o pagare di tasca nostra.